Editore estero 1: paga a forfait, ma dividendo per le cartelle finali di solito paga circa tre volte le tariffe italiane e soprattutto paga alla fine del mese di emissione della fattura (e quindi a meno di trenta giorni!).
Editore estero 2: paga tariffe scandalosamente basse, paga a centocinquanta giorni fine mese e per le mie ultime due fatture è pure in ritardo, a un passo dal sollecito.
Precisazione necessaria – Nessuno mi obbliga a lavorare per l’Ee2, ma parliamo di traduzioni che, fatte nei ritagli di tempo, finora mi hanno portato 3-4000 Euro in più all’anno, una cifra alla quale non mi sento di rinunciare. È sempre il solito discorso.
Corollario tragicomico – L’appaltatore italiano dell’Ee2, che pubblica a sua volta materiale tradotto con un proprio marchio, il 26 settembre ha diramato ai traduttori la seguente e-mail (il grassetto ironico è mio, la punteggiatura e la sintassi sono sue):
Vi comunichiamo che la ns. società ha deciso per rendere più semplice e pratica la gestione dei pagamenti, di seguire la seguente [sic] modalità: le traduzioni dei [nostri] prodotti si uniformeranno a quelle dei prodotti [dell'Ee2]; quindi il pagamento sarà effettuato a 150 gg data ricevuta fine mese o fattura fine mese.
Come dire: “La compagnia per cui abbiamo l’appalto ha delle pratiche di pagamento allucinanti, adottiamole anche noi per la nostra!”. Chapeau, davvero.
Pubblicato da vlan