Ironia sottile?

Venerdì 27 Giugno 2008

Nascosto fra le pieghe del CV, sul sito di una collega traduttrice:

Ne uccide più il refuso…


Grazie Ginzburg, grazie Pavese!

Mercoledì 25 Giugno 2008

Unatraduttrice oggi riporta questo brano da Lessico famigliare, intitolando ironicamente il post “O tempora o mores“:

È un passo che tutti noi traduttori non tecnici dovremmo, nostro malgrado, tenere incorniciato sulla parete davanti alla scrivania, perché è il punto di partenza di tutti i nostri mali odierni. L’idea che tradurre un romanzo sia un’opera di puro piacere per cui si potrebbe anche pagare e non un’attività altamente professionale che come tale comporta una retribuzione adeguata nasce da lì e fa nascere a sua volta i tanti, troppi amari aneddoti alla “Suda, traduci e crepa” che potremmo raccontare. Un grazie* sarcastico e sentitissimo, dunque, a questi due fighetti torinesi (d’adozione, va bene, ma non siamo pignoli). Soprattutto a Pavese, le cui mille lire sono i trenta denari con i quali tradì la categoria per i decenni a venire.

* = In realtà andrebbe detto loro ben altro, ma vale per entrambi il parce sepulto.


Suda, traduci e crepa – 4

Venerdì 6 Giugno 2008

Traduzione eseguita per una multinazionale dell’editoria.

Notula emessa il 30 novembre 2007.

Pagamento per la traduzione di cui sopra effettuato il 5 giugno 2008.

La cifra? €280,50. Duecentottanta Euro e cinquanta centesimi.

Mi chiedo se i dirigenti che qualche tempo fa hanno unilateralmente deciso le nuove tariffe e i nuovi termini di pagamento (diminuendo le prime e allungando i secondi, vedi Suda, traduci e crepa – 2) devono aspettare anche loro sei mesi per cifre da fame. Chissà perché, ne dubito.